
Nel cuore di Vercelli, il capoluogo piemontese sulle rive della Sesia, sorge una Sinagoga ebraica che forse non tutti conoscono.
Alla scoperta del ghetto ebraico
L’edificio fa improvvisamente capolino tra le case di via Foa, detta un tempo via degli Orefici. Questa strada è intitolata al rabbino cuneese Emanuele Foa (1827-1908) e corrisponde all’antico ghetto della città. Si trattava di un piccolo quartiere affacciato su un’unica arteria, dotato di soli due ingressi e chiuso a chiave ogni sera da un guardiano cristiano.
Gli Ebrei vercellesi erano obbligati a vivere all’interno di questo perimetro, dal quale potevano uscire durante il giorno, ma nel quale dovevano tassativamente passare la notte, a pena di dure sanzioni.
Quando fu istituito nel 1723, il ghetto si trovava in un’altra area della città. Solo nel 1740 fu definitivamente trasferito in questa zona, dove rimase attivo per circa un secolo, fin quando cioè re Carlo Alberto promulgò lo Statuto Albertino. Con questo statuto, il sovrano concedeva agli Ebrei tutti i diritti civili di cui godevano i Cristiani.

La Sinagoga di Vercelli e la comunità ebraica
La Sinagoga monumentale fu costruita tra 1873 e 1875, un’epoca decisamente positiva per la comunità ebraica, finalmente libera da segregazioni e divieti. L’Ingegner Locarni si occupò del progetto e scelse per l’edificio lo stile moresco. Ciò ricordava un altro breve periodo felice della storia ebraica: la dominazione omayyade della Spagna (VIII – XV secolo d.C.).
In quel periodo, gli arabi tollerarono la presenza di diverse religioni e permisero addirittura la costruzione di Sinagoge monumentali.
La facciata, in arenaria bianca e azzurra, è un tipico esempio di eclettismo ottocentesco: lo stile arabo si mescola al romanico e al gotico in un mix calibrato e ben riuscito.

L’interno mostra evidenti i segni del passare del tempo (dagli anni Quaranta del Novecento la Sinagoga rimase abbandonata per molti anni) e presenta una struttura atipica, che ci ricorda da vicino l’impostazione di una chiesa. I banchi sono disposti su due colonne e guardano tutti verso il leggio sul quale viene posta la Torah. Sopra alle due navate laterali spiccano i matronei, gallerie sopraelevate riservate alle donne e ai bambini.

La comunità ebraica oggi
Attualmente la Comunità Ebraica di Vercelli (che riunisce gli ebrei delle province di Vercelli, Biella, Novara e Verbano-Cusio-Ossola) è ridottissima, perciò di raro nella Sinagoga hanno luogo funzioni strettamente legate al culto. Tuttavia l’ambiente ospita spesso concerti e conferenze.
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Per conoscere invece tutte le altre opere d’arte che arricchiscono la città potete prenotare una visita guidata al centro storico di Vercelli (anche per scolaresche e per piccoli gruppi) scrivendomi a serena.scansetti@gmail.com.
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Serena Scansetti – archeologa e guida turistica
serena.scansetti@gmail.com