Lomellina

La pieve di Velezzo Lomellina

Nel territorio di Velezzo Lomellina (Pv), a pochi passi dal torrente Agogna, la pieve medievale si gode la quiete della campagna. Lungo la stradina che porta a Lomello, fra il gracchiare di qualche airone cinerino, il battistero e la chiesa si specchiano nelle acque delle risaie.

pieve di Velezzo

Alle origini del Cristianesimo in Lomellina

Nel Medioevo, il cristianesimo si diffuse fra la popolazione in modo molto lento e graduale, interessando dapprima le città, dove si insediano il clero e il vescovo, e solo successivamente le campagne. Le pievi erano i centri dell’organizzazione ecclesiastica sul territorio, i punti di riferimento per tutte quelle persone che vivevano lontano dalle città.

Rispetto alle altre chiese, le pievi si distinguevano perché erano le uniche ad avere il diritto di impartire il battesimo. Proprio per questo motivo sorgevano spesso fuori dai centri abitati, lungo strade o corsi d’acqua, in modo che fossero facilmente raggiungibili sia dal parroco, che non era residente, sia dai fedeli.

Il torrente Agogna un tempo era navigabile e forse questa posizione che oggi pare così isolata nel medioevo non era troppo difficile da raggiungere.

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Un po’ di storia

Non è noto l’anno di fondazione della Pieve di Velezzo; il primo documento scritto che la cita risale al 1259, ma gli edifici attuali sono ben più antichi e furono costruiti probabilmente già attorno all’anno Mille: sono grossomodo coevi alla chiesa di Santa Maria Maggiore di Lomello.

Dal momento della loro costruzione, i due edifici che compongono la pieve – la chiesa di Santa Maria e il battistero di San Giovanni – sono andati incontro a molti interventi e a sorti ben diverse. Ad aver avuto il destino peggiore è stata la chiesa, che già nel 1460 viene definita totaliter diruptam et conquasatam, ma anche il battistero ha visto tempi bui. In una visita pastorale del 1565 infatti esso risulta utilizzato come deposito di attrezzi agricoli e corredato da un porcile costruitogli accanto.

Questo complesso religioso è stato restaurato a più riprese a partire dagli anni Ottanta.

Pieve di Velezzo Lomellina

Il battistero e la chiesa

Il Battistero conserva ancora la sua forma molto semplice, a pianta circolare, preceduta da un ingresso rettangolare. Sia dall’interno, sia dall’esterno spicca la tipica muratura a spina di pesce, una tecnica molto usata nell’XI secolo, che permetteva di impiegare anche i mattoni rotti e i materiali di recupero, in un’ottica di risparmio.

All’interno del battistero, l’elemento che spicca è una lastra di marmo che raffigura lo stemma dei Visconti, il famoso biscione che mangia il bambino. Vi è anche incisa una data, 3 aprile 1482. Non è noto come questa scultura sia giunta qui.

La chiesa, invece, non è visitabile; dall’esterno si nota chiaramente che la parte originale è la porzione orientale, mentre a occidente vi è un prolungamento aggiunto alla fine dell’Ottocento. Sul lato nord, inoltre, restano ancora una sacrestia e una cappella, che sono aggiunte successive e che non sono state rimosse durante i restauri.

Sopravvissuti ad un millennio di storia, la chiesa e il battistero di Velezzo sono una tappa importante del mio tour tra i borghi nascosti della Lomellina, un itinerario insolito nelle campagne della Lomellina, che tocca non solo Velezzo, ma anche Sartirana, con il suo castello, e Lomello, antica capitale della Lomellina.

Conoscevi la pieve di Velezzo? La vorresti visitare? Scrivimi a serena.scansetti@gmail.com.

Se preferisci ascoltare il mio racconto sulla pieve di Velezzo, puoi ascoltare questa puntata del mio podcast “Lomellina da ascoltare”:

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