Fra pochi giorni torna uno degli eventi più attesi dell’autunno lomellino: il palio delle contrade di Vigevano (Pv), che si svolge ogni anno la seconda settimana di ottobre.
Per il 2026, le date da segnare sono sabato 10 e domenica 11 ottobre: un fine settimana di eventi e spettacoli che animeranno le strade della città e il cortile del castello.

In questa occasione si festeggia il beato Matteo Carreri, protettore di Vigevano. Si tratta di un evento che, come spesso accade, mescola sacro e profano, che anima la città per un fine settimana e attira numerosi turisti e curiosi da altre città.
In questo post vi racconto chi fu Matteo Carreri, vi porto a fare un salto nella chiesa che ospita le sue spoglie e vi spiego in cosa consiste il palio delle contrade di Vigevano.
Se invece di leggere preferisci ascoltare, nel mio podcast “Lomellina da ascoltare” trovi questa puntata dedicata al Palio di Vigevano:
Chi era il beato Matteo Carreri?
Egli era un frate domenicano, nato a Mantova nel 1420. Le fonti scritte ci raccontano che egli viaggiò molto e visitò svariate città italiane: la sua presenza è documentata a Soncino, ma anche a Pisa, a Genova, a Roma.
Nel 1465 Matteo arrivò a Vigevano per predicare nel convento di San Pietro Martire e poi vi ritornerà ancora nel 1470.
Qui egli fu protagonista di un curioso episodio. Il giorno della fiera di San Marco erano arrivati in città alcuni saltimbanchi, che intrattenevano il pubblico suonando e esibendosi in danze un po’ spinte.
Questo spettacolo avrà sicuramente riscosso un grande successo di pubblico, ma non piacque a Matteo Carreri, che arrivò in piazza con il suo bastone e cacciò via in malo modo i ballerini. E fatto questo, egli andò direttamente in castello, dove chiese al duca Galeazzo di non permettere più spettacoli simili a Vigevano.
Ma non fu per questo episodio che fu dichiarato beato. I motivi che gli permisero di avere questo titolo furono alcuni miracoli che avrebbe compiuto era ancora in vita. In un caso, guarì un bambino ustionato dall’olio bollente; in seguito, guarì un’altra persona che perdeva sangue.
Matteo Carreri morì a Vigevano il 5 ottobre 1470 e fu beatificato 12 anni più tardi, nel 1482, da papa Sisto IV.

La chiesa di San Pietro Martire
Oggi le sue spoglie riposano nella cripta della chiesa di San Pietro Martire, che sorge accanto al castello visconteo-sforzesco. La chiesa venne eretta nel 1445 in stile gotico lombardo: a quell’epoca era la sede di un grande convento domenicano.
Peraltro, questa chiesa fungeva anche da cappella del castello. Proprio dietro la falconiera c’è infatti un passaggio seminascosto, che un tempo conduceva direttamente davanti al portale laterale di San Pietro Martire.
Nel convento vissero i frati domenicani fino al 1805, quando le soppressioni napoleoniche misero fine a questo capitolo. Gli edifici che un tempo componevano il convento sono oggi divisi tra la parrocchia e la vecchia sede del tribunale giudiziario.
Nel corso del tempo la chiesa è stata rimaneggiata più volte, soprattutto all’interno, dove nel 1840 si ricostruirono le volte in stile neogotico. Fu un intervento di grande impatto, che ha stravolto l’aspetto originario della chiesa e ha coperto l’originario soffitto con capriate a vista.
Le spoglie del Beato Matteo si trovano nella cripta, che viene detta scurolo ed è decorata pesantemente in stile barocco.

Il palio delle Contrade di Vigevano
Veniamo ora al palio vero e proprio, un evento nato nel 1981, quindi ha più di 40 anni e dalle prime edizioni ha un programma molto più ricco e articolato.
Solitamente si comincia il giovedì con la fiaccolata serale, durante la quale viene portato in processione per le vie cittadine il reliquiario del Beato Matteo.
La maggior parte delle attività si concentra tra il sabato e la domenica, con l’allestimento del borgo rinascimentale nel castello sforzesco. Qui le varie contrade mostrano le attività tipiche di quel periodo e si possono degustare tantissimi piatti rinascimentali diversi.
Domenica pomeriggio è in programma la sfilata del corteo storico e il palio vero e proprio. Non è una corsa di cavalli, ma un insieme di giochi storici che vedono sfidarsi le 12 contrade di Vigevano nel cortile del castello. In premio per la contrada vincitrice c’è il cencio, cioè uno stendardo, che viene creato nuovo per ogni anno.

L’epoca che rivive in questi due giorni è la seconda metà del Quattrocento, gli anni di Francesco I Sforza, il soldato di ventura che sposò Bianca Maria Visconti, unica figlia dell’ultimo dei Visconti.
Se volete visitare la città, tenete presente che nel pomeriggio di domenica si potrà accedere al cortile del castello solo per assistere al palio e pagando un biglietto d’ingresso.
Per tutti gli altri giorni, questa è la mia proposta per visitare la città con un tour guidato, anche in inglese e in tedesco.
Per avere maggiori informazioni su questo evento, potete consultare il sito ufficiale del palio.